
Questo blog è uno showroom di idee su come aggiornare il trattamento delle notizie. Si chiama Giornalismo 3.0 perché quello 1.0 era il giornalismo tradizionale, cartaceo-radiofonico-televisivo e quello 2.0 l'online classico, dove il lettore aveva più margine nella scelta ma non sino al punto da modificarne la fruizione. Oggi siamo entrati in una nuova era, più ibrida e complessa. Sempre più lettori sono ormai abituati a usare i social network (blog, YouTube, Facebook, Flickr, etc) e hanno sviluppato una consuetudine crescente a produrre, oltre che a consumare, l'informazione. Bisogna quindi dar loro una possibilità di controllo maggiore sul modo in cui "ricevere" le notizie.
I webdocumentari con percorsi a scelta sono un buon esempio. Ma anche le guide turistiche basate su Google Maps che, volendo, il lettore può integrare con annotazioni sue. E ancora le cronologie interattive da consultare come si vuole, partendo da qualsiasi punto e costruendo il proprio percorso.
Ciò che è certo è che stiamo superando l'era dei media push, one-to-many, dove l'emittente è unico e il pubblico è una moltitudine passiva. Siamo definitivamente entrati nell'epoca dei media pull, dove il lettore/spettatore è sempre più attivo e pretende di instaurare con chi detiene le notizie una conversazione, sempre più personalizzata. E sarà il tono che si saprà imprimere a questa conversazione che deciderà quali giornali/siti prospereranno e quali no.


