venerdì 6 marzo 2009



Questo blog è uno showroom di idee su come aggiornare il trattamento delle notizie. Si chiama Giornalismo 3.0 perché quello 1.0 era il giornalismo tradizionale, cartaceo-radiofonico-televisivo e quello 2.0 l'online classico, dove il lettore aveva più margine nella scelta ma non sino al punto da modificarne la fruizione. Oggi siamo entrati in una nuova era, più ibrida e complessa. Sempre più lettori sono ormai abituati a usare i social network (blog, YouTube, Facebook, Flickr, etc) e hanno sviluppato una consuetudine crescente a produrre, oltre che a consumare, l'informazione. Bisogna quindi dar loro una possibilità di controllo maggiore sul modo in cui "ricevere" le notizie.

I webdocumentari con percorsi a scelta sono un buon esempio. Ma anche le guide turistiche basate su Google Maps che, volendo, il lettore può integrare con annotazioni sue. E ancora le cronologie interattive da consultare come si vuole, partendo da qualsiasi punto e costruendo il proprio percorso.

Ciò che è certo è che stiamo superando l'era dei media push, one-to-many, dove l'emittente è unico e il pubblico è una moltitudine passiva. Siamo definitivamente entrati nell'epoca dei media pull, dove il lettore/spettatore è sempre più attivo e pretende di instaurare con chi detiene le notizie una conversazione, sempre più personalizzata. E sarà il tono che si saprà imprimere a questa conversazione che deciderà quali giornali/siti prospereranno e quali no.

Leggibilità

Jakob Nielsen, il guru di come semplificare la navigazione su internet e renderla un'esperienza gratificante, l'aveva anche quantificato nel 25 per cento. Leggere sullo schermo, rispetto alla carta, è una quarto più lento. La pubblicità, nei suoi disperati sforzi di farsi notare dal lettore, rende il compito sempre più difficile, esondando da ogni argine, attaccando il testo da tutti i fronti. Questo prima di Readability, un'applicazioncina leggera e geniale che scarnifica la pagina che vi interessa da tutti gli orpelli, lasciano solo il testo, bello chiaro, grosso, con interlinea e margini generosi. Basta trascinare il suo "bottone" sulla barra del vostro browser e cliccarlo ogni volta che vorrete leggere un testo lungo online. Potremmo offrirlo come opzione per leggere le pagine del sito (la versione standard ovviamente rimarrebbe con tutte le pubblicità, quella opzionale senza). E anche gli oculisti ce ne renderebbero merito.

Il backstage degli articoli

La più grande frustrazione del cronista è non avere mai abbastanza spazio per raccontare la storia di cui si è occupato. Mentre i lettori forti sono curiosi e vorrebbero sapere anche il retroscena, come lavora un giornalista. Si possono fare incontrare questi due bisogni organizzando, coma fa sempre più spesso l'Economist (qui per uno speciale sui rifiuti), una specie di backstage del servizio, in cui l'autore racconta in audio, semplicemente registrandosi in un banale apparecchio digitale, quello che dal suo taccuino non è riuscito a entrare in pagina. Per il lettore che vuole approfondire è un servizio in più. Per il cronista una frustrazione in meno. A costo (quasi) zero.

Non esistono uomini ordinari, solo storie mal raccontate

Il New York Times lo dimostra con una nuova rubrica dal titolo "1 on 8 Million", uno su otto milioni, quanti sono gli abitanti di New York. Se ne sceglie uno e lo si fa raccontare in un paio di minuti, in una suggestiva galleria di foto in bianco e nero con sotto la sua voce. Si tratta delle persone più diverse (un barbiere del ghetto, una vecchia produttrice di mozzarella di Brooklyn, una sopravvissuta al cancro, etc), caratteri minori ma con una forte personalità. È molto bello ed è economico da realizzare. L'unico costo sono le foto, ma affidandosi a un free-lance sarebbe comunque molto contenuto.

lunedì 12 gennaio 2009

Rassegna web commentata

Non solo raccomandare le migliori notizie altrui ma commentarle. Basta poco ma è un gran servizio per il lettore cui si suggerisce una chiave di lettura e che può verificarla immediatamente, leggendosi il pezzo in orginale. Il valore aggiunto giornalistico resta. Quante volte, tra colleghi, ci si dice: "Hai letto Tizio o Caio oggi?". Si potrebbe fare la stessa cosa, rendendo un servizio al lettore.

Qualcosa tipo questo, che sfrutta il Reader di Google, potrebbe già andare bene.

Le segnalazioni degli esperti

Siti, letture, idee nei consigli degli esperti. Cosa legge l'economista Tito Boeri per capire la crisi? E Umberto Veronesi dove si documenta per sapere come si prevengono le malattie? E dove vanno a pranzo, quando sono loro a pagare, Gianfranco Vissani e Gualtiero Marchesi?

Lo fa, in modo simile, The Daily Beast, l'ultima creatura di Tina Brown. La sezione si chiama Buzz Board e i vari esperti, che intervengono uno di seguito all'altro con l'andamento grafico tipico dei blog, ci mettono, letteralmente la faccia.

domenica 11 gennaio 2009

Tg dei ragazzi, con speaker in 3D

Per parlare ai ragazzi, che leggono sempre meno i giornali, bisogna trovare un linguaggio nuovo. Magari quello dell'animazione e dei videogiochi, a cui sono abituati dalla nascita.

Si potrebbe pensare a un tg con notizie lette da speaker in 3D, come quelli offerti dal servizio Xtranormal. Opppure servizi singoli letti da un pupazzo, come in questo adattamento di un articolo da Londra dal titolo "Voti bassi? E' colpa dei professori noiosi"

venerdì 9 gennaio 2009

Le lamentele dei lettori

Ci sono un sacco di cose che, come cittadini, ci fanno arrabbiare. I servizi pubblici che non funzionano, soprattutto. Il New York Times ha introdoto "Red Tape", un forum in cui accoglie le lamentele dei lettori sulle assurdità burocratiche più evidenti nelle quali si sono imbattuti. Come le lettere al giornale ma su scala infinitamente più grande (e potrebbe diventare anche un serbatoio di idee per articoli da fare).

mercoledì 7 gennaio 2009

Webdocumentari low cost

I documentari per il web si possono fare anche utilizzando quasi esclusivamente materiali gratuiti che si trovano in rete (immagini, video YouTube, grafici, etc). Tutto sta a montarli in maniera intelligente. Questa materia prima giornalistica "di risulta" può essere valorizzata con alcune interviste originali, com'è il caso di questo esempio, piuttosto prototipale, sulla storia di Hezbollah all'indomani della fine della guerra in Libano (estate 2006).

Si tratta di 30 minuti, divisi in tre blocchi. Alcune interviste sono telefoniche, altre via Skype, altre ancora (come certe riprese in Libano) fatte dal vivo.

Prima parte


Seconda parte


Terza parte

lunedì 5 gennaio 2009

Sketchcasting: se non lo capisci ti faccio un disegno

Per le notizie complesse, quelle che presuppongono conoscenze di base specifiche come l'economia o le scienze, una spiegazione grafica aiuta molto. Aiuta ancor di più se, come succede a scuola, un esperto vi illustra la materia facendo uno schema e commentandolo in diretta. È lo sketchcasting, ovvero dimostrazioni disegnate e commentate via internet.

Un'applicazione ideale si ha con la crisi finanziaria. In questi video vengono spiegati, meglio di come sia mai riuscito a fare un articolo tradizionale:

- il passaggio dai mutui tradizionali a quelli subprime.
- l'avvento delle obligazioni garantite dai mutui
- le "societa veicolo" e tutte le altre sigle esotiche che popolano il mondo dei derivati e della finanza strutturata.

Passo dopo passo i passaggi più complessi della crisi negli schemi della Khan Academy

Dai vecchi mutui ai subprime, dalle banche commerciali a quelle d'affari


PASSAGGIO CRUCIALE: Come una somma di debiti (i mutui) si è trasformata in strumento finanziario (gli Mbs)


Cosa succede ai bond se qualcuno non paga la rate del mutuo (e il ruolo della agenzie di rating)


Come nasce un "derivato" (collateralized debt obligation), come viene tagliato a fettine e chi rischia di più


L'attuale ruolo della finanza nel sistema capitalistico (e le sue debolezze)



Quel che serve, oltre ad aver capito la materia senza esitazioni, è una tavoletta grafica da collegare al computer e un programma per "riprendere" quello che avviene sul vostro schermo oltre che in grado di registrare la vostra voce.

Un esempio molto sbrigativo della mia spiegazione su come funzionavano i mutui una volta



e come è cambiato il meccanismo con l'ingresso sulla scena delle banche d'affari

Visualizzare i dati: diagrammi e grafici creativi

Ci sono numeri e quantità estremamente eloquenti. A volte serve più, per farli risaltare, presentarli nella loro geometrica potenza che scriverci intorno un sacco di parole. L'importante, però, è trovare un modo di visualizzarli, renderli graficamente al meglio.

Si potrebbe proprio introdurre una rubrica "Numeri", "Dati", "Unità di misura" in cui non si presentano che dei numeri che raccontino per se stessi dei pezzi di realtà. Un po' come succede con l'Index di Harper's Magazine ma esaltando la visualizzazione.

L'esempio di quanto gettito fiscale producano gli immigrati in Italia contro la quantità di servizi sociali che consumano è illuminante. Generano 3,7 miliardi di euro (tasse pagate) e costano 1 miliardo di euro (servizi usufruiti).

Ma più che ridurre l'effetto in un articolo conviene rappresentarlo in un bel grafico, tipo questo:



Per quantità più complesse si può procedere ad altri tipi di visualizzazioni, come nel caso delle città in Europa con il maggior numero di famiglie single

Webdocumentari "lusso": reportage multimediali e interattivi

Al tempo dei social network, di YouTube e dei blog, in cui molti lettori sono ormai abituati a interagire, se non a produrre, i media, bisogna puntare su una narrativa nuova, che consenta una qualche interazione.

L'esempio più luminoso, in questo senso, è il webdocumentario prodotto da le Monde nella regione carbonifera cinese dello Shanxi. Uso sapiente delle foto, molto suggestive e "mosse" con semplici effetti. Audio originale nelle ambientazioni e nelle interviste sottotitolate. Alcuni video. Un testo in sovrimpressione che mette il lettore nei panni del giornalista e gli consente, di schermata in schermata, di decidere il proseguio della navigazione. Il tutto elegantemente legato con la tecnologia Flash che consente di visualizzare in modo scenografico i diversi media.



Molto più modestamente, con risorse minime, provo ad applicare lo stesso approccio limitandomi all'uso dell'html, con foto trovate in rete e video di prima mano, girati e montati da me, ma "salvati" in cattiva qualità che hanno solo un significato di documento. Niente audio, per il momento, per questo reportage dal Kenya, sulla tracce di Barack Obama.

Timeline: come fare cronologie

Dal momento che l'alfabetizzazione visiva del lettore è sempre più spiccata, le cronologie come modalità per visualizzare le informazioni diventano sempre più importanti. Mettono gli eventi in una concatenazione temporale, li illustrano con un colpo d'occhio unico nella loro prospettiva storica, diventano sinossi. Di ogni notizia di qualche rilievo, che presupponga precedenti che aiutano a capire il punto in cui si è arrivati e che probabilmente non si esaurirà, sarebbe consigliabile quindi fornire una timeline da aggiornare man mano.

Alcuni esempi sulla crisi finanziaria:

Come slide show


Interattive
Istruzioni: per spostarsi lungo la cronologia trascinare la striscia sul campo arancione; per saperne di più sugli eventi cliccare sui punti, in campo verde.

Più scenografiche, in 3D

48ore, una rubrica di viaggi mash-up

CHE COS'E':
Cosa fare in un weekend di vacanza. Un itinerario turistico spiegato passo dopo passo (es: sabato ore 8 colazione al bar Peppe, ore 10 visita alla Cattedrale, ore 11 shopping nel centro storico, etc), sfruttando al massimo le 48 ore a disposizione. Una guida "opinionata", verificata in prima persona dal giornalista. Tono colloquiale, come fossero i consigli di un amico.

QUALI MEDIA:
Per la fruizione online si parte da una mappa di Google e la si personalizza, aggiungendo testo, immagini e video e disegnando il percorso suggerito (un ibrido che gli specialisti chiamano mash-up).
Ma la cartina si può anche stampare, con tutte le informazioni eccetto i video, e si potrà comodamente portar dietro piegata in 2-3 fogli A4.

ESEMPIO:
Le Cinque Terre
(i testi usati sono presi dal New York Times. Il trattamento è mio)